Inoltre, le pubbliche amministrazioni elaborano, entro il 31 gennaio di … L’Aran nel recentissimo parere CFL 35 ritiene quanto segue: “, Non si fa che applicare il semplicissimo principio della diligenza nell’esecuzione della prestazione contrattuale. | Codice Univoco: M5UXCR1 | IBAN: IT 07 G 02008 16202 000102945845 - Swift UNCRITM1590, Supporto legale 100% online per avviare e gestire la tua attività, Questo sito contribuisce alla audience di, Richiedi una consulenza ai nostri professionisti. La flessibilità dell’orario di lavoro può essere anche a favore del dipendente, perché possa beneficiare di una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare: in questo caso parliamo di flessibilità dell’orario in entrata e in uscita. individuano fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita ulteriori rispetto a quelle adottate, nel rispetto del sistema di relazioni sindacali definito dai contratti collettivi nazionali. Se il contratto collettivo applicato, di primo o secondo livello, non disciplina l’orario di lavoro multiperiodale, il regime di flessibilità non può essere introdotto attraverso il contratto individuale di lavoro: l’autonomia contrattuale individuale può difatti intervenire, in quest’ambito, solo sull’orario di lavoro straordinario [2]. FLESSIBILITA' DELL'ORARIO DI LAVORO3 L'orario di lavoro deve essere reso dal dipendente nel corso del mese. || Io batto i tamburi per i morti, | per loro imbocco le trombe, suono la marcia più sonora e più gaia. Miyake et al., (2000) prendono in considerazione nel loro studio: ... temporali dei Tempi di Reazione. Nel caso in cui restino ore aggiuntive non recuperate, queste sono considerate lavoro straordinario e devono essere compensate secondo le modalità previste dall’accordo applicato. Tutto ciòin funzione di un trattamento che tenga conto dei punti di forza e di debolezza evidenziati. L’eventuale debito orario del lavoratore deve essere compensato entro uno specifico periodo massimo, normalmente pari a un mese. "La Legge per Tutti" è una testata giornalistica fondata dall'avv. Il testo del Decreto (fonte Corriere.it) Criteri per l’individuazione di fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita per il personale ATA Il giorno 6 settembre 2018, alle ore 9.00, presso l'Istituto Comprensivo Udine VI- via XXV aprile 1 - in sede di contrattazione integrativa a livello di istituzione scolastica, -Visto l’art.22, c.4, lett.C6; La seconda domanda è se un dipendente che avvalendosi della flessibilità accumuli minuti ed ore in più maturi per ciò stesso il diritto al recupero. 2. Ad es. Gli straordinari accantonati nel conto ore possono essere utilizzati fruendo di periodi equivalenti di riposi compensativi, con le modalità stabilite dal contratto collettivo applicato. Data l’importanza della continuità dell’azione amministrativa e della rapida conclusione dei procedimenti, l’ente individua comunque ulteriori fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita rispetto a quelle adottate. L’utilizzo della banca ore è libero per i dipendenti assunti a tempo indeterminato; per gli assunti a termine, l’accesso al conto ore deve essere consentito dal contratto collettivo applicato. La disciplina di dettaglio si trova invece nei contratti collettivi, che possono: 1. stabilire una durata dell’orario settimanale minore rispetto all’orario ordinario (pari, in base al decreto sull’orario di lavoro, a 40 ore settimanali); 2. riferire l’orario normale alla durata media dell’attività lavorativa i… Con riferimento al primo aspetto, la flessibilità che lo smart working richiede, declinata in termini spaziali, temporali ed operativi, impatta inevitabilmente su strutture organizzative e spazi di lavoro. Il dipendente è tenuto a svolgere 6 ore di lavoro e potrebbe entrare alle 7,30 ed uscire alle 13,30, oppure entrare alle 8,30 ed uscire alle 14,30; ma potrebbe anche entrare alle 7,30 ed uscire alle 14 e in questo caso prestare lavoro per 6 ore e 30 minuti; oppure entrare alle 8,30 ed uscire alle 14 e quindi prestare lavoro per 5 ore e 30 minuti. La risposta è chiara: la flessibilità oraria non consente di accumulare periodi di lavoro ulteriori rispetto al debito orario mensile (e anche giornaliero) dovuto. E prima del riso e del pianto,che sono molto simili 42 comma 6, lett. Le cose non stanno così ed il Ccnl 21.5.2018 contribuisce finalmente a fare chiarezza sull’applicazione corretta della flessibilità oraria. L’articolo 7, comma 4, lettera p), del Ccnl 21.5.2018 rimette alla relazione della contrattazione “i criteri per l’individuazione di fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita, al fine di conseguire una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare”. 5. Inoltre, i contratti collettivi prevedono un limite massimo di ore aggiuntive. L’articolo 7, comma 4, lettera p), del Ccnl 21.5.2018 rimette alla relazione della contrattazione “ i criteri per l’individuazione di fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita, al fine di conseguire una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare ”. Con la banca delle ore, o conto ore, il lavoratore ha la possibilità di accantonare su un conto individuale delle ore di straordinario, nei limiti previsti dalla contrattazione collettiva. Il successivo articolo 8, comma 4, chiarisce che tale materia rientra tra quelle da trattare, fermi restando i principi dell’autonomia negoziale e quelli … Salta ai contenuti. La cosa fondamentale è, però, che il dipendente assicuri, potendo variare entrate ed uscite nelle fasce consentite quotidianamente, il rispetto del debito orario, in ragione mensile. Ad esempio, se l’orario giornaliero prevede l’ingresso alle 8 e l’uscita alle 14 e la flessibilità individuale è pari a mezz’ora, il dipendente può entrare dalle 7,30 alle 8,30, e uscire dalle 13,30 alle 14,30. all’orario normale di 40 ore settimanali; all’orario ordinario, inferiore, stabilito dal contratto collettivo applicato. Nel quadro delle modalità dirette a conseguire una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare, si individuano fasce temporali di flessibilità in entrata ed in uscita, che verranno definite negli articoli seguenti. Flessibilità in entrata e in uscita L'orario di lavoro, escluso il caso del personale turnista, è flessibile, con l'individuazione di fasce temporali di flessibilità in entrata ed uscita, a condizione che venga rigorosamente rispettata la fascia di compresenza. "a", come oggetto di confronto, "l'articolazione delle tipologie del 'orario di lavoro"; La prima domanda è se per il dipendente sia possibile espletare meno del debito orario mensile di 144 ore e spostare il debito orario il mese successivo. Email (obbligatoria se vuoi ricevere le notifiche), Notificami quando viene aggiunto un nuovo commento. Piazza del Yirnina\le n. 1 - 00184 Roma risorseumane.personalècivile.prot @pec.interno.it Inoltre, le pubbliche amministrazioni elaborano, entro il 31 gennaio di … Al fine di agevolare il personale dipendente nei trasferimenti necessari al raggiungimento della sede di servizio la PA individua fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita ulteriori rispetto a quelle adottate. che l'amministrazione individui fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita ulteriori rispetto a quelle adottate, nel rispetto del sistema di relazioni sindacali definito dai contratti collettivi nazionali. | A quelli che persero in mare le navi di guerra! Di conseguenza, il contratto collettivo può prevedere che il dipendente sia libero di ridurre il tempo della propria pausa pranzo, recuperando la mancata fruizione dell’interruzione entrando più tardi o uscendo prima, oppure utilizzando la pausa pranzo in un momento alternativo della giornata lavorativa, ad esempio per svolgere commissioni o incombenze familiari. Lo smart working si svolge di norma senza vincoli di orario e luogo di lavoro, ma può essere organizzato per specifiche fasce di contattabilità, senza maggiori carichi di lavoro. Nei casi di quarantena con sorveglianza attiva o di isolamento domiciliare fiduciario, il L’azienda, ad esempio, può variare le ore per far fronte a variazioni delle esigenze produttive, adottando l’orario multiperiodale, con più ore di attività in determinati periodi dell’anno (inteso come periodo mobile di 12 mesi, non come arco di tempo tra il 1° gennaio e il 31 dicembre), compensate da un numero minore di ore in altri periodi di bassa produttività. Ulteriori fasce temporali di flessibilità oraria. “Dobbiamo evitare un nuovo lockdown generalizzato. E’ suo obbligo controllare il cumulo progressivo delle ore lavorate nel mese, così da adempiere all’obbligazione delle 144 ore. Si applicano i principi dell’articolo 1218 del codice civile, ai sensi del quale “, Condivisibilmente, l’Aran ritiene che le ipotesi di deroga all’obbligo di rispettare il debito orario non possano che essere molto ristrette. Molti giovani studenti arrivano all’ultimo anno di scuola senza avere idee chiare sul proprio futuro. Esso viene spesso frainteso come modo per modificare il debito orario, così da poter recuperare un mese successivo ammanchi orari del mese precedente, oppure accumulare progressivamente orario in più, per poi recuperarlo. L’istituto della flessibilità oraria consiste nella possibilità di stabilire fasce temporali entro le quali siano consentite al dipendente l’inizio e il termine della prestazione lavorativa nell’ambito dell’orario di lavoro prestabilito, significando che ad ogni anticipazione o posticipazione in entrata deve corrispondere una anticipazione o posticipazione in uscita della medesima entità temporale, al fine di garantire il rispetto … Il Decreto, inoltre, dispone che l'amministrazione individui fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita dei dipendenti allo scopo di evitare la concentrazione nell'accesso al luogo di lavoro nella medesima fascia oraria. La disciplina di dettaglio si trova invece nei contratti collettivi, che possono: In altre parole, l’azienda può osservare un orario settimanale superiore o inferiore all’orario lavorativo ordinario, secondo la variazione delle esigenze produttive, purché la media delle ore di lavoro dell’anno (o la media riferita a un periodo inferiore) corrisponda: Nelle settimane in cui l’orario è superiore a quello normale, la maggior parte dei contratti prevede che le ore lavorative extra non siano retribuite con la stessa maggiorazione prevista per il lavoro straordinario, ma siano recuperate con periodi di riduzione dell’orario di lavoro. Chiarito il quadro di regolazione dell’istituto è allora possibile evidenziare soluzioni ad alcune delle principali domande operative, anche con l’aiuto di pareri espressi in proposito dall’Aran. Può essere istituito anche un orario di compresenza, cioè delle specifiche fasce orarie in cui i dipendenti sono obbligati ad essere presenti in azienda. Ponendo, dunque, che un orario di lavoro sia organizzato su cinque mattine settimanali da 6 ore e due rientri pomeridiani da 3, si ponga ancora che nella giornata l’ingresso di default sia alle 8 e l’uscita alle 14, con flessibilità di mezz’ora sia in entrata sia in uscita. contrattazione integrativa "i criteri generali per l'individuazione di fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita, al fine di conseguire una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vitafamiliare" e all'art. Il parere CFL 35 ritorna sul punto confermando gli assunti già evidenziati: “. Non vi è obbligo, quindi, a stipulare, ma a contrattare. “Massima flessibilità di lavoro”, spiega Dadone, con turnazioni e alternanza di giornate lavorate in presenza e da remoto, comunque nel rispetto delle misure sanitarie e dei protocolli di sicurezza, anche prevedendo fasce di flessibilità oraria in entrata e in uscita. flessibilità(vedere ad esempio Baddeley, 1989; Shallice, 1988). Associazione Nazionale Professionale Segretari Comunali e Provinciali, 15/11/2018 - Flessibilità oraria, disciplina più rigorosa, Flessibilità oraria, disciplina più rigorosa. A tutti i generali che persero battaglie, e a tutti gli eroi che furono vinti! Nel rispetto di queste fasce orarie e del monte ore giornaliero, il dipendente può stabilire autonomamente l’orario di ingresso e di uscita. Da sempre la gestione della flessibilità oraria costituisce un cruccio ed un problema gestionale per le amministrazioni, perché non viene colta debitamente l’effettiva portata dell’istituto. Salta alla navigazione. e la celere conclusione dei procedimenti, individua fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita ulteriori rispetto a quelle adottate, nel rispetto del sistema di relazioni sindacali definito dai contratti collettivi nazionali. Se una giornata in cui è previsto un orario superiore o inferiore a quello normale, a seguito della programmazione multiperiodale, coincide con un periodo di riposo, datore e lavoratore devono spostare un incremento o una riduzione della prestazione equivalente in un’altra data [2]. Viene, inoltre, previsto che in favore dei lavoratori fragili e dei lavoratori di … 6. che l'amministrazione individui fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita ulteriori rispetto a quelle adottate, nel rispetto del sistema di relazioni sindacali definito dai contratti collettivi nazionali. Gli accordi possono anche prevedere un orario individuale di presenza, cioè delle fasce orarie in cui il singolo dipendente, e non la generalità dei lavoratori, sia tenuto ad assicurare la propria presenza in azienda. Gli accordi collettivi, in particolare, possono prevedere una fascia di compresenza obbligatoria solo in una parte della giornata, o più fasce obbligatorie di compresenza. Oppure iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. No all'abolizione dei segretari comunali - lettere e delibere amministratori, No all'abolizione dei segretari comunali - adesioni al manifesto, Gli acquerelli di Enrico Antonio Cameriere. Se i riposi compensativi accantonati non possono essere fruiti, le ore non recuperate devono essere retribuite come le ore di lavoro straordinario. La presente relazione illustrativa e tecnico- finanziaria viene redatta ai sensi delle vigenti disposizioni legislative e … Dunque, la flessibilità “positiva” va sempre correlata e compensata con flessibilità “negativa”, sempre per ottenere il risultato finale di una prestazione in ragione di mese di 144 ore. Ogni ora in più rispetto al debito ordinario va considerata come straordinario e non può derivare da un progressivo accumulo di flessibilità e va preventivamente autorizzata. Non può essere “conservata” ed accumulata progressivamente per dare corpo ad un “monte ore” da recuperare con riposi compensativi, per la semplice ragione che la flessibilità oraria è orario “ordinario” e non “straordinario”; risulta, quindi, priva della necessaria autorizzazione e, quindi, del titolo per il pagamento o del riposo compensativo che come mette in rilievo l’Aran altro non è se non una remunerazione alternativa al pagamento in termini monetari. Il parere Cfl 35, infatti, aggiunge: “. Per maggiori informazioni su Consegna e Resi visita … Tra queste scelte c’è il cosa fare dopo la maturità 2020. una disfunzione alla via noradrenergica ci data l’importanza della continuità dell’azione amministrativa e della rapida conclusione dei procedimenti, l’ente individua comunque ulteriori fasce temporali di flessibilità oraria in … L’attività lavorativa in più oltre all’orario ordinario svolta per flessibilità “positiva” un certo giorno del mese, deve essere compensata da una minore attività lavorativa in un altro giorno del mese. Orientamento universitario 2020. | A quelli che scomparvero in mare! | © Riproduzione riservata Stabilite queste fasce orarie in cui la presenza è garantita, il lavoratore può fruire di una maggiore autonomia di entrata ed uscita nel resto della giornata. individuare fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita ulteriori rispetto a quelle adottate, nel rispetto del sistema di relazioni sindacali definito dai contratti collettivi nazionali. Alcune aziende utilizzano poi la cosiddetta banca ore, o conto ore: in pratica, il lavoratore che effettua ore di straordinario le accantona in un conto individuale, il conto ore appunto, al quale può attingere per fruire di riposi compensativi, con le modalità stabilite dal contratto collettivo applicato. Da non confondere col regime di flessibilità orario multiperiodale, la flessibilità individuale consente al lavoratore di conseguire una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare. Se, per qualsiasi motivo, gli articoli che hai acquistato non fossero di tuo gradimento, saremo lieti di accettarne il reso entro 30 giorni. In particolare, i contratti collettivi (nazionali, territoriali o aziendali, stipulati da organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative [2]) possono disciplinare i seguenti aspetti del regime di flessibilità dell’orario: In ogni caso, non si possono superare le 48 ore settimanali. l’individuazione di fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita, al fine di conseguire una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare”. Il decreto sull’orario di lavoro, in effetti, non prevede una pausa obbligatoria per i pasti (questa pausa può però essere prevista dal contratto collettivo), ma solo una pausa obbligatoria di 10 minuti, compresa tra l’inizio e la fine di ogni periodo della giornata di lavoro, se l’orario lavorativo eccede le 6 ore giornaliere. Il Covid-19 sembra aver messo in stand-by tante cose, ma non le scelte che dobbiamo necessariamente fare. La possibilità di utilizzare l’orario multiperiodale è prevista dal decreto sull’orario di lavoro , ma è disciplinata nei suoi tratti essenziali, non nello specifico. Angelo Greco e iscritta presso il Tribunale di Cosenza, N.G.R 243/2016 - N.R. || Gloria a quelli che sono caduti! Su questo aspetto l’Aran si è pronunciata con l’orientamento 1870, che risulta in tutto convincente e condivisibile e che si riporta nelle parti essenziali: “. Vi hanno detto che è bene vincere le battaglie? Ad esempio, quindi, svolgere 142 nel mese di febbraio e di conseguenza 146 nel mese di marzo. Infine, data l’importanza della continuità dell’azione amministrativa e della rapida conclusione dei procedimenti, l’ente individua comunque ulteriori fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita rispetto a quelle adottate. La possibilità di beneficiare della flessibilità individuale, può essere prevista dal contratto collettivo nazionale, territoriale o aziendale, e può essere articolata in modalità differenti: Con la flessibilità in ingresso e in uscita, il lavoratore dispone di fasce temporali di flessibilità per l’inizio e per il termine dell’attività giornaliera: le fasce orarie sono normalmente pari 15 minuti, a mezz’ora o un’ora. Punti di Consegna (Gratuita) Consegna express (9,95€) Resi: I resi sono gratuiti. L’articolo 27, comma 1, dà la definizione dell’istituto: “, Comprendiamo che si tratta di una misura di. Ma procediamo con ordine. Stampa 1/2016. La Legge per Tutti Srl - Sede Legale Via Francesco de Francesco, 1 - 87100 COSENZA | CF/P.IVA 03285950782 | Numero Rea CS-224487 | Capitale Sociale € 70.000 i.v. nei luoghi di lavoro, i criteri per l’individuazione di fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita del personale ATA; i criteri generali per l’utilizzo di strumentazioni tecnologiche di lavoro in orario diverso da quello di servizio al fine di una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita retribuzione per le ore aggiuntive e in caso di orario ridotto; procedure necessarie per applicare la flessibilità; contrattazione aziendale sull’organizzazione dell’orario.