Per i dirigenti scolastici il termine per la presentazione delle istanze è il 28 febbraio 2021. 4, comma 17 e seguenti, le procedure da seguire ai fini della convalida della risoluzione consensuale o delle dimissioni volontarie dei lavoratori dipendenti, ivi compresi i lavoratori domestici. Considerando il fatto che, nonostante il pensionamento, i contributi previdenziali sono comunque dovuti, il pensionato che continua a lavorare matura, peraltro, ulteriori quote di pensione (parliamo dei cosiddetti supplementi di pensione), che andranno ad aumentare l’assegno già in godimento. Copyright © 2015 - Miowelfare srl - Codice fiscale e p.iva 02558770901. Per i lavoratori autonomi e parasubordinati, invece, la legge non prevede l’obbligo di cessare l’attività lavorativa. Insomma, come licenziarsi prima della pensione, quando licenziarsi, e come avere la certezza riguardo al diritto e all’importo della pensione? In pratica, per ricevere la pensione il dipendente deve essere licenziato, o dimettersi. Potrà fare domanda di pensione circa un mese prima del raggiungimento dei requisiti. Deve però considerare che non maturando contributi utili alla pensione dovrebbe versare volontari a copertura del periodo compreso tra le sue dimissioni e il raggiungimento dei requisiti a marzo 2023. Anche chiedendo la certificazione, comunque, l’Inps non fornisce il calcolo della pensione: una stima della pensione si può ottenere col servizio “La mia pensione” o “Busta arancione” dell’Inps, ma il servizio non è disponibile per tutte le gestioni (non lo è ancora, ad esempio, per i dipendenti pubblici), e non tiene conto di particolarità, come il cumulo, la ricongiunzione e la totalizzazione. E quando si presentano le dimissioni volontarie? A – dimissioni senza aver maturato il diritto a pensione Al Dirigente Scolastico Oggetto: Domanda di dimissioni dal servizio a decorrere dal 1/9/2011 ai sensi art. Se alla data di decorrenza della pensione il lavoratore risulta occupato come dipendente, l’Inps respinge la domanda e non liquida la prestazione. L’idea di rassegnare le dimissioni ti fa venire l’orticaria, e preferiresti che fosse l’azienda a licenziarti? Non ti piace l’incertezza? Sostanzialmente, ai fini della pensione, licenziarti o farti licenziare non cambia pressoché nulla. Sostanzialmente, ai fini della pensione, licenziarti o farti licenziare non cambia pressoché nulla. Se l’Inps, nel calcolo pensione, si discosta dal calcolo certificato, dopo aver verificato gli errori si provvede a fare ricorso. Quando si presentano le dimissioni volontarie per il pensionamento è necessario tenere presente che si è obbligati a dare un periodo di preavviso al proprio datore di lavoro. Ne abbiamo parlato in Licenziamento per pensione anticipata e di vecchiaia. Purtroppo, l’Inps certifica solo il diritto alla pensione, ma non certifica gli importi. Su questo punto l’INPS, ma anche la … Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, anche questa, come la pensione anticipata, decorre dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale l’assicurato ha compiuto l’età pensionabile, posta la cessazione dell’attività lavorativa: in pratica, se l’attività lavorativa non è terminata ma l’età pensionabile è stata compiuta, non spettano ratei arretrati. 26 del d.lgs. Ne abbiamo parlato in Licenziamento per pensione anticipata e di vecchiaia. Per questi lavoratori la prima decorrenza utile della pensione prescinde dalla data di presentazione della domanda e coincide con il giorno successivo alla maturazione dei … La nuova normativa prevede infatti che le dimissioni si possano considerare efficaci solo laddove venga completata anche una nuova procedura telematica, introdotta per consentire al dipendente di comunicare la propria decisione e tutelerarsi così da eventuali costrizioni o forzature. Le dimissioni sono un atto unilaterale (che quindi non necessita che il datore di lavoro sia consenziente) del lavoratore con il quale questi comunica al datore di lavoro che non intende proseguire il rapporto di lavoro. Quest’obbligo, in particolare, è stato introdotto dal decreto Amato [2], ed è stato esteso alle pensioni liquidate con il sistema contributivo dalla legge Dini [3]. In un momento cruciale come quello del pensionamento è normale farsi tante domande: l’informazione pubblica, sull’argomento, è piuttosto carente. Le dimissioni per la pensione devono essere presentate al datore di lavoro rispettando il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo applicato, o rispettando le tempistiche per la cessazione dal servizio disposte dalla propria amministrazione, nel caso dei dipendenti pubblici. O, peggio, che fare se sono già state rassegnate le dimissioni e si scopre di non aver diritto alla pensione? Di conseguenza, la “pausa lavorativa”, per evitare il rischio di rigetto della domanda di pensione, deve protrarsi almeno sino alla data di decorrenza della pensione stessa. Considerando il fatto che, nonostante il pensionamento, i contributi previdenziali sono comunque dovuti, il pensionato che continua a lavorare matura, peraltro, ulteriori quote di pensione (parliamo dei cosiddetti supplementi di pensione), che andranno ad aumentare l’assegno già in godimento. La decorrenza della pensione anticipata, considerando che la riforma Fornero [6] ha abolito le vecchie finestre che intercorrevano tra la maturazione dei requisiti e la liquidazione della pensione, avviene il mese successivo rispetto a quello in cui è inviata la domanda di pensione, posta la cessazione dell’attività lavorativa. Purtroppo, l’Inps certifica solo il diritto alla pensione, ma non certifica gli importi. Sia per la pensione di anzianità con Opzione Donna, che per altre tipologie di trattamento d’anzianità, che per la pensione anticipata o di vecchiaia, è comunque necessario inviare le dimissioni al datore di lavoro prima della liquidazione dell’assegno (con il dovuto preavviso, che cambia a seconda del contratto): l’Inps, difatti, non liquida la pensione, se il lavoratore non risulta cessato almeno un giorno prima della … se il lavoratore continua a lavorare presso la stessa azienda, ossia viene riassunto subito dopo la cessazione del contratto, è necessario almeno un giorno di interruzione del rapporto di lavoro (ad esempio, se il rapporto termina il 31 dicembre, l’inizio del nuovo rapporto può avvenire dal 2 gennaio); nel caso in cui, invece, intervenga un nuovo rapporto con un’azienda diversa, non è necessaria alcuna interruzione (ad esempio, se il rapporto termina il 31 dicembre, l’inizio del nuovo rapporto può avvenire dal 1° gennaio). Hai finalmente maturato i requisiti per la pensione, e adesso non vedi l’ora di terminare l’attività lavorativa: già, ma come si fa? Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato. Se alla data di decorrenza della pensione il lavoratore risulta occupato come dipendente, l’Inps respinge la domanda e non liquida la prestazione. In base a quanto chiarito dalla Cassazione [1], perché il lavoratore dipendente possa ricevere la pensione di vecchiaia, o la pensione di anzianità o anticipata, è necessario che termini l’attività sino alla decorrenza della pensione. Ma andiamo con ordine e vediamo sinteticamente passaggi operativi da seguire per non in correre in errori. Si devono presentare le dimissioni volontarie? Di conseguenza, la “pausa lavorativa”, per evitare il rischio di rigetto della domanda di pensione, deve protrarsi almeno sino alla data di decorrenza della pensione stessa. L’obbligo di terminare l’attività lavorativa subordinata è collegato alla finalità della pensione, cioè allo stato di bisogno che deriva dalla fine del rapporto di lavoro. Le finestre di attesa restano ancora per particolari tipi di prestazione, come la pensione di anzianità in regime di totalizzazione, o la pensione di vecchiaia anticipata. Non deve essere il datore di lavoro a licenziarmi? Se hai solo fornito il preavviso al datore di lavoro e non hai presentato le dimissioni online, non ci sono problemi: le dimissioni, difatti, sono valide soltanto se presentate in modalità telematica (per la generalità dei lavoratori; fanno eccezione i dipendenti pubblici, i lavoratori domestici ed ulteriori categorie), tramite il portale del Ministero del Lavoro. E se dopo che mi dimetto scopro di non aver diritto alla pensione? Non vuoi rischiare di licenziarti senza aver diritto alla pensione, quindi vuoi avere la certezza assoluta del diritto al trattamento? Anche chiedendo la certificazione, comunque, l’Inps non fornisce il calcolo della pensione: una stima della pensione si può ottenere col servizio “La mia pensione” o “Busta arancione” dell’Inps, ma il servizio non è disponibile per tutte le gestioni (non lo è ancora, ad esempio, per i dipendenti pubblici), e non tiene conto di particolarità, come il cumulo, la ricongiunzionee la totalizzazione. Insomma, come licenziarsi prima della pensione, quando licenziarsi, e come avere la certezza riguardo al diritto e all’importo della pensione? Cerchiamo di fare chiarezza. 5) certamente si, può procedere al versamento dei contributi volontari che le mancano al raggiungimento dei 41 anni e 10 mesi necessari per accedere alla pensione. Per questo, solitamente, è il lavoratore a dimettersi per il pensionamento. Si passerà poi a selezionare la tipologia di comunicazione (dimissioni volontarie, risoluzione consensuale o revoca) con la data di trasmissione (marca temporale). Le finestre di attesa restano ancora per particolari tipi di prestazione, come la pensione di anzianità in regime di totalizzazione, o la pensione di vecchiaia anticipata. In ogni caso, da pensionato, non avresti comunque diritto all’indennità di disoccupazione, perché è incompatibile con la pensione. In ogni caso, per liquidare la prestazione, l’Inps verifica che l’attività sia cessata al momento della decorrenza della pensione: in pratica, l’Inps verifica che non sia in atto un rapporto di lavoro subordinato al momento dell’accesso alla pensione. ... non sarà più possibile cessare alla fine dell’anno scolastico 2020/2021 per dimissioni volontarie. con poche, semplici mosse puoi conoscere l'intero pacchetto di welfare che fa al caso tuo. Pensione scuola: istruzioni per le dimissioni online. Come si presenta domanda di pensione all’Inps e procedure per dimissioni: preavviso necessario per tutti, tempi e calcolo ferie e permessi . In base alla storica circolare Inps sull’argomento [5], si possono prospettare due ipotesi differenti: L’Inps, comunque, per evitare finte dimissioni e finte riassunzioni al solo scopo di conseguire la pensione, verifica l’esistenza dei documenti che provano che la cessazione è reale: invio delle comunicazioni obbligatorie ai servizi per l’impiego, liquidazione delle spettanze di fine rapporto come Tfr, ratei mensilità aggiuntive, ratei ferie e permessi non goduti, etc. le dimissioni volontarie con o senza diritto a pensione anticipata; il recesso da parte del datore di lavoro (licenziamento, destituzione dall’impiego etc. La Legge 28 giugno 2012, n. 92 (Riforma del mercato del lavoro), in vigore dal 18 luglio 2012, definisce all’art. Nel caso in esame la cessazione dal servizio è avvenuta per “dimissioni” pertanto il TFS non può essere liquidato prima dei 24 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro. Per questo, solitamente, è il lavoratore a dimettersi per il pensionamento. La scadenza per la presentazione delle domande di dimissioni volontarie dal servizio (e l’eventuale richiesta di pensione più part-time) per il personale della scuola (docenti/educatori e ATA) è fissata al 7 dicembre 2020. Hai già presentato le dimissioni online? I ratei spettano, invece, dal momento in cui cessa l’attività lavorativa. Prima di tutto, la novità è che per andare in pensione dal 1° settembre 2021 il personale della scuola potrà presentare domanda esclusivamente online entro il 7 dicembre 2020. 1 del D.P.R. n° 351 del 28 aprile 1998. I redditi di lavoro sono invece limitatamente cumulabili con alcune pensioni calcolate col sistema contributivo, con le pensioni di reversibilità, d’invalidità e con le prestazioni di assistenza, come l’assegno sociale. Quest’obbligo, in particolare, è stato introdotto dal decreto Amato [2], ed è stato esteso alle pensioni liquidate con il sistema contributivo dalla legge Dini [3]. Oppure iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. le dimissioni volontarie con o senza diritto a pensione anticipata; il recesso da parte del datore di lavoro (licenziamento, destituzione dall’impiego etc.). Le dimissioni non devono dunque essere presentate al momento in cui si perfezionano i requisiti di età e di contribuzione per l’accesso al pensionamento. Se l’Inps, nel calcolo pensione, si discosta dal calcolo certificato, dopo aver verificato gli errori si provvede a fare ricorso. Accedi a mio welfare con il tuo account social preferito. Hai finalmente maturato i requisiti per la pensione, e adesso non vedi l’ora di terminare l’attività lavorativa: già, ma come si fa? Se hai solo fornito il preavviso al datore di lavoro e non hai presentato le dimissioni online, non ci sono problemi: le dimissioni, difatti, sono valide soltanto se presentate in modalità telematica (per la generalità dei lavoratori; fanno eccezione i dipendenti pubblici, i lavoratori domestici ed ulteriori categorie), tramite il portale del Ministero del Lavoro. I redditi di lavoro sono invece limitatamente cumulabili con alcune pensioni calcolate col sistema contributivo, con le pensioni di reversibilità, d’invalidità e con le prestazioni di assistenza, come l’assegno sociale. Per quanto riguarda la sua azienda deve informarsi, però, prima di quanto preavviso obbligatorio deve dare al suo datore di lavoro per capire quanto tempo prima deve presentare le dimissioni volontarie che devono essere valide dalla fine di febbraio 2021 (poichè dal 1 marzo dello stesso anno avrà diritto alla pensione). La lettera di dimissioni deve essere inviata tramite raccomandata A/R o consegnata a mano all’Ufficio Accettazione della Sede Centrale dell’ente, la quale provvederà ad apporre il timbro di ricezione, necessario affinchè le dimissio… Come licenziarsi prima della pensione? Sarebbe mia intenzione interrompere quanto prima il rapporto di lavoro e accedere alla pensione con quota 100. | © Riproduzione riservata Dimissioni volontarie del rapporto di lavoro – le ultime novità La telematica entra anche nelle procedure per i lavoratori che intendano dimettersi dal loro posto di lavoro, la carta non sarà più utilizzabile. Puoi revocarle validamente entro 7 giorni. Puoi verificare l’importo della pensione utilizzando il servizio Inps La mia pensione o tramite patronato. Ad ogni modo l’Inps, in caso di cessazione e successiva riassunzione, anche dopo la decorrenza o la liquidazione, è sempre tenuta ad accertare se la cessazione sia stata veritiera o fittizia; a tal fine, come già detto devono essere verificate tutte le formalità relative al termine del rapporto: dimissioni del lavoratore, comunicazioni e scritture di legge, liquidazione di tutte le competenze economiche. Nel 2016, è poi intervenuta la già citata sentenza della Cassazione [1] a far chiarezza sull’argomento: secondo la Cassazione, il momento a cui far riferimento per la verifica della sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato è quello della decorrenza della pensione. La cessazione, in tal caso, deve naturalmente durare fino alla decorrenza della pensione, vale a dire fino all’erogazione del primo assegno pensionistico. >Cosa sono >Il preavviso e le dimissioni per giusta causa >Le dimissioni in bianco >Modalità telematica per le dimissioni a partire dal 12 marzo 2016 . ... La procedura per effettuare il primo accesso con SPID è più semplice perché sarà sufficiente registrare la propria identità digitale sul portale e … Dimissioni per andare in pensione: lavoratori autonomi e parasubordinati Dimissioni e domanda di pensione, non si può tornare indietro a cura di FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO Gentilissimo esperto, sono un … Fai attenzione, però: gli importi ottenuti con la generalità di questi servizi sono in genere attendibili (negli elaborati, a scanso di equivoci, appare la dicitura: “le stime non sono garantite- la presente relazione non ha natura di certificazione”), ma possono subire degli scostamenti, tanto più alti quanto più sei distante dalla data del pensionamento. In particolare, la comunicazione deve av… In questi casi, l’unica alternativa è affidarsi a servizi o professionisti specializzati, perché effettuino uno studio previdenziale completo e certificato (con costi che possono arrivare anche a un migliaio di euro). Per richiedere la certificazione del diritto alla pensione non è necessario rassegnare le dimissioni, in quanto, con la domanda di certificazione, non si chiede la liquidazione di alcun trattamento, ma si chiede soltanto all’Inps di attestare di aver maturato i requisiti per la pensione. ). Si devono presentare le dimissioni volontarie? L’adesione all’ APe volontaria non solo non rappresenta richiesta di pensionamento ma non rende nemmeno necessarie le dimissioni. Potrà dare le dimissioni ma deve raggiungere prima i 42 anni e 10 mesi di contribuzione utile per la pensione anticipata. Per i dipendenti pubblici, è addirittura prevista la cessazione forzata dal servizio in diverse situazioni. Solitamente non c’è bisogno di redigere una lettera a mano libera, perchè Amministrazione predispone un apposito modello da compilare. In ogni caso, da pensionato, non avresti comunque diritto all’indennità di disoccupazione, perché è incompatibile con la pensione. In un momento cruciale come quello del pensionamento è normale farsi tante domande: l’informazione pubblica, sull’argomento, è piuttosto carente. Le dimissioni per la pensione devono essere presentate al datore di lavoro rispettando il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo applicato, o rispettando le tempistiche per la cessazione dal servizio disposte dalla propria amministrazione, nel caso dei dipendenti pubblici. Se il lavoratore dipendente è anche occupato come autonomo o parasubordinato, non è invece necessario che termini le ulteriori attività, quindi può ricevere la pensione continuando a lavorare. Mentre, per i rapporti instaurati prima del 2008, si dovranno indicare alcuni dati del datore, in particolare il codice fiscale, il comune della sede di lavoro e l’indirizzo email o PEC. Hai già presentato le dimissioni online? L’obbligo di terminare l’attività lavorativa subordinata è collegato alla finalità della pensione, cioè allo stato di bisogno che deriva dalla fine del rapporto di lavoro. Ma che cosa fare se non si ha la certezza del diritto a pensione? E se scopro che la pensione è più bassa di quello che mi aspettavo? Le dimissioni per la pensione devono essere presentate al datore di lavoro rispettando il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo applicato, o rispettando le tempistiche per la cessazione dal servizio disposte dalla propria amministrazione, nel caso dei dipendenti pubblici. Hai scoperto di non aver diritto alla pensione e hai già presentato le dimissioni? Puoi revocarle validamente entro 7 giorni. Non rileva se la riassunzione avvenga presso lo stesso o un diverso datore di lavoro, come già chiarito. Per richiedere la certificazione del diritto alla pensione non è necessario rassegnare le dimissioni, in quanto, con la domanda di certificazione, non si chiede la liquidazione di alcun trattamento, ma si chiede soltanto all’Inps di attestare di aver maturato i requisiti per la pensione. Dal 12 marzo 2016 il lavoratore deve comunicare le proprie dimissioni o la risoluzione consensuale del rapporto lavorativo attraverso una nuova procedura online, introdotta dal decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151, disponibile sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Sai di aver perfezionato il diritto alla pensione, ma non sei sicuro dell’importo? Questo, perché le regole di calcolo della pensione sono, a seconda della gestione, differenti e complesse, dunque l’istituto esegue i calcoli “per bene” solo nel momento in cui gli si chiede di liquidare la pensione. Angelo Greco e iscritta presso il Tribunale di Cosenza, N.G.R 243/2016 - N.R. Sai di aver perfezionato il diritto alla pensione, ma non sei sicuro dell’importo? Una delle principali problematiche con le quali molti lavoratori si trovano alle prese riguarda la possibilità di accedere alla Pensione Anticipata: ma è esclusa in caso di dimissioni… O, peggio, che fare se sono già state rassegnate le dimissioni e si scopre di non aver diritto alla pensione? In base alla storica circolare Inps sull’argomento [5], si possono prospettare due ipotesi differenti: L’Inps, comunque, per evitare finte dimissioni e finte riassunzioni al solo scopo di conseguire la pensione, verifica l’esistenza dei documenti che provano che la cessazione è reale: invio delle comunicazioni obbligatorie ai servizi per l’impiego, liquidazione delle spettanze di fine rapporto come Tfr, ratei mensilità aggiuntive, ratei ferie e permessi non goduti, etc. In pochi sanno, ad esempio, che si può avere la certezza del diritto alla pensione chiedendo l’apposita certificazione all’Inps. Il primo aspetto da chiarire quando stai per andare in pensione è: quando devo dimettermi per ricevere l’assegno pensionistico. Se intendi dimetterti da un pubblico impiego, devi comunicarlo con una lettera scritta alla tua amministrazione di appartenenza. L’azienda interviene con un licenziamento soltanto nell’ipotesi in cui il lavoratore voglia restare in servizio. L’idea di rassegnare le dimissioni ti fa venire l’orticaria, e preferiresti che fosse l’azienda a licenziarti? Non rileva se la riassunzione avvenga presso lo stesso o un diverso datore di lavoro, come già chiarito. Se il lavoratore dipendente è anche occupato come autonomo o parasubordinato, non è invece necessario che termini le ulteriori attività, quindi può ricevere la pensione continuando a lavorare. 151/2015, non è più sufficiente che il lavoratore comunichi al datore di lavoro le proprie dimissioni. In parole semplici, se l’interessato ha due rapporti di lavoro dipendente, deve presentare le dimissioni per entrambi, a prescindere dalla gestione previdenziale presso cui ha maturato la pensione. Tornando al lavoro subordinato e alla presentazione delle dimissioni per ricevere la pensione, ci si chiede quanto debba essere lunga la “pausa” lavorativa, ossia quanto tempo deve trascorrere dalle dimissioni (o dal licenziamento) alla riassunzione. Le dimissioni non devono dunque essere presentate al momento in cui si perfezionano i requisiti di età e di contribuzione per l’accesso al pensionamento. Matteo Prioschi su ilsole24ore.com E quando si presentano le dimissioni volontarie? Ma che cosa fare se non si ha la certezza del diritto a pensione? Tornando al lavoro subordinato e alla presentazione delle dimissioni per ricevere la pensione, ci si chiede quanto debba essere lunga la “pausa” lavorativa, ossia quanto tempo deve trascorrere dalle dimissioni (o dal licenziamento) alla riassunzione. Non deve essere il datore di lavoro a licenziarmi? Ad ogni modo l’Inps, in caso di cessazione e successiva riassunzione, anche dopo la decorrenza o la liquidazione, è sempre tenuta ad accertare se la cessazione sia stata veritiera o fittizia; a tal fine, come già detto devono essere verificate tutte le formalità relative al termine del rapporto: dimissioni del lavoratore, comunicazioni e scritture di legge, liquidazione di tutte le competenze economiche. Per i dipendenti pubblici, è addirittura prevista la cessazione forzata dal servizio in diverse situazioni. Perché sorga il diritto alla pensione, la cessazione deve riguardare tutti i rapporti di lavoro subordinati e non può limitarsi a quello per cui sono stati versati i contributi alla gestione che liquida la prestazione. In pratica, per ricevere la pensione il dipendente deve essere licenziato, o dimettersi. Come funziona il licenziamento prima della pensione: quando dare le dimissioni, quando è liquidato il trattamento. Dal 12 marzo 2016, a seguito delle riforme introdotte con l’art. Mancano quasi due anni alla fine della sperimentazione di quota 100, ma ci sono ancora soluzioni che consentono di accede.. se il lavoratore continua a lavorare presso la stessa azienda, ossia viene riassunto subito dopo la cessazione del contratto, è necessario almeno un giorno di interruzione del rapporto di lavoro (ad esempio, se il rapporto termina il 31 dicembre, l’inizio del nuovo rapporto può avvenire dal 2 gennaio); nel caso in cui, invece, intervenga un nuovo rapporto con un’azienda diversa, non è necessaria alcuna interruzione (ad esempio, se il rapporto termina il 31 dicembre, l’inizio del nuovo rapporto può avvenire dal 1° gennaio). Inoltre, la maggior parte dei servizi non sono attendibili, o addirittura non prevedono, le situazioni particolari: lavoratori sport e spettacolo, lavoratori agricoli, calcolo per lavoratori part time al di sotto del minimale, periodi di Naspi, Cig o Cigs da neutralizzare, cumulo, totalizzazione, ricongiunzione…. | Codice Univoco: M5UXCR1 | IBAN: IT 07 G 02008 16202 000102945845 - Swift UNCRITM1590, Supporto legale 100% online per avviare e gestire la tua attività, Questo sito contribuisce alla audience di, Richiedi una consulenza ai nostri professionisti, Licenziamento per pensione anticipata e di vecchiaia. Prima di andare in pensione vi è l’obbligo di presentare le dimissioni: come previsto dalla Legge Amato 1992, e ribadito dalla Legge Dini del 1995, infatti, per l’accesso alla pensione vige l’obbligo di cessare l’attività lavorativa subordinata. Per i lavoratori autonomi e parasubordinati, invece, la legge non prevede l’obbligo di cessare l’attività lavorativa. Questo, perché le regole di calcolo della pensione sono, a seconda della gestione, differenti e complesse, dunque l’istituto esegue i calcoli “per bene” solo nel momento in cui gli si chiede di liquidare la pensione. Cosa accade alla quota 41 in caso di dimissioni volontarie? Pensione anticipata quota 41 con dimissioni consensuali: cosa accade? Non ti piace l’incertezza? Fino a quel momento, quindi, direi che non le conviene dare le dimissioni, perché come detto il rischio che la sua domanda non venga accolta esiste.